Studio Aloise & Partners compie 25 anni: una scultura di Marcello Morandini celebra l’anniversario

Alla Fondazione Marcello Morandini di Varese, il fondatore Massimo Aloise ha celebrato un quarto di secolo di attività professionale tra arte, design, musica e relazioni.

Il 5 giugno 2025, presso la Fondazione Marcello Morandini di Varese, Studio Aloise & Partners ha celebrato i suoi primi venticinque anni di attività con una serata in cui arte, design, musica e relazioni professionali si sono intrecciati in modo autentico.

L’evento ha rappresentato un momento particolarmente significativo nel percorso dello Studio fondato dal Dott. Massimo Aloise, Dottore Commercialista e Revisore Legale: un’occasione per ripercorrere una storia professionale costruita nel tempo insieme ai collaboratori dello Studio, ai clienti, ai professionisti e agli amici che ne hanno accompagnato la crescita.

Villa Zanotti, una cornice di arte e bellezza

La scelta della Fondazione Marcello Morandini non è stata casuale.

La Fondazione ha sede in Villa Zanotti, architettura di primo Novecento nel cuore di Varese, riconvertita in uno spazio dedicato alla conservazione e alla valorizzazione delle opere d’arte, dei progetti di design e delle architetture del Maestro Marcello Morandini.

In questo luogo, dove rigore formale, ricerca estetica e cultura del progetto convivono in equilibrio, Studio Aloise & Partners ha voluto celebrare una tappa importante della propria storia.

Il logo celebrativo e la scultura

Uno dei momenti più significativi della serata è stata la presentazione del logo celebrativo del 25° anno di attività dello Studio, ideato appositamente dal Maestro Marcello Morandini, tra i più autorevoli interpreti dell’Arte Concreta in Europa.

Il progetto grafico è stato successivamente tradotto in una scultura tridimensionale, realizzata in esemplare unico e autenticata dall’Artista.

L’opera è stata esposta presso la Fondazione in uno spazio che, a partire da questa occasione, è stato dedicato in modo permanente allo Studio Aloise & Partners.

La scultura rappresenta un segno prezioso di questo anniversario: una sintesi tra identità professionale, relazione culturale e sensibilità estetica. Un’opera capace di raccontare, attraverso il linguaggio essenziale dell’arte, il valore di un percorso costruito con metodo, attenzione e continuità.

Arte, lavoro e bellezza

Il legame con Marcello Morandini, ormai di lunga data, si inserisce in un dialogo più ampio che Studio Aloise & Partners coltiva da tempo con il mondo dell’arte.

La presenza di un’Art Gallery negli spazi dello Studio, così come sul sito web, esprime una precisa idea di ambiente professionale: non solo luogo di lavoro e consulenza, ma anche spazio in cui bellezza, misura e cultura contribuiscono alla qualità delle relazioni e dell’esperienza quotidiana.

Studio Aloise & Partners trova nell’arte un equilibrio tra lavoro e bellezza, tra rigore professionale e sensibilità estetica. Una coerenza che riflette il modo in cui lo Studio interpreta la propria identità: attenta alle persone, alla qualità degli ambienti e al valore delle relazioni.

Venticinque anni di metodo, consulenza e fiducia

In venticinque anni di attività, Studio Aloise & Partners ha accompagnato imprese, imprenditori, professionisti e gruppi societari con un approccio fondato su competenza tecnica, ascolto e visione integrata.

La consulenza fiscale, societaria, contabile, aziendale, direzionale e finanziaria è stata interpretata dallo Studio non solo come servizio professionale, ma come relazione di fiducia, costruita nel tempo attraverso presenza, responsabilità e cura delle esigenze specifiche di ciascun cliente.

Un percorso reso possibile anche dal contributo dei collaboratori e dei professionisti che lavorano con lo Studio, che con competenza, dedizione e continuità partecipano ogni giorno alla qualità del servizio e alla crescita di una realtà professionale fondata sul lavoro di squadra.

Il 25° anniversario diventa così non soltanto un traguardo da celebrare, ma anche una conferma del percorso intrapreso: continuare a unire rigore, qualità della consulenza, attenzione alla dimensione umana del rapporto professionale e sensibilità culturale.

La musica chiude il cerchio dell’arte

A chiudere la serata è stata la musica, forma d’arte capace di attraversarne un’altra: il cinema, evocato attraverso le sue colonne sonore.

Il concerto, affidato a un quartetto di musicisti guidati dall’oboista Carlo Romano, ha proposto alcune tra le più celebri musiche da film di Ennio Morricone e di altri grandi compositori. Note capaci di richiamare immagini, e immagini capaci di restituire memoria, emozione e bellezza.

Dopo l’arte visiva, il design e l’architettura, la musica ha chiuso idealmente il cerchio della serata, trasformando la celebrazione in un’esperienza condivisa di gratitudine e suggestione.

Una storia che continua

Celebrare venticinque anni significa riconoscere il valore della strada percorsa, delle persone incontrate e delle relazioni che hanno contribuito alla crescita dello Studio.

Per Studio Aloise & Partners, questo anniversario rappresenta anche un punto di passaggio: l’impegno a proseguire con la stessa passione, la stessa attenzione al dettaglio e la stessa volontà di essere un riferimento qualificato per aziende, professionisti e realtà economiche.


Press

10.06.2026 – ADVISOR – “Il capitale familiare non si ottimizza, si custodisce” di Francesco D’Arco

Logo 25mo anniversario Studio Aloise&Partners

Esemplare unico 1/1

Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese

Esposizioni personali:

2026, Varese, Fondazione Marcello Morandini

Collocazione:

Studio Aloise&Partners

Morandini - Certificato Scultura derivata dal Logo realizzata per il 25mo anniversario di Aloise&Partners

767A-2024

Esemplare 13/50.

Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese

Esposizioni personali:

2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

Esposizioni collettive:

2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe

Collocazione:

Varese, Fondazione Marcello Morandini (PdA)

751A-2023

Esemplare 41/50.

Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese

Esposizioni personali:

2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

Esposizioni collettive:

2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe

Collocazione:

Varese, Fondazione Marcello Morandini (PdA)

739A-2022

Esemplare 35/50.

Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese

Esposizioni personali:

2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

Esposizioni collettive:

2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe

Collocazione:

Varese, Fondazione Marcello Morandini (PdA)

760-2024

Esemplare 3/60.

Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese

Esposizioni personali:

2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

Esposizioni collettive:

2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe

740-2022

Esemplare 29/99.

Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese

Esposizioni personali:

2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

Esposizioni collettive:

2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe

671-2018

Esemplare 16/25.

Esposizioni personali:

2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

522-2007

Esemplare unico.

Esposizioni personali:

2010 (p), Bergamo, Arte Fiera; 2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

297B-1987

Esemplare unico.

Esposizioni personali:

2011, Milano, Miart; 2013, Ladenburg, Galerie Linde Hollinger; 2014, Bayreuth, Kunstmuseum Bayreuth; 2016, Verona, ArtVerona; 2017, Gallarate, Museo MA*GA; 2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini

Bibliografia:

2011 (p), Seregno, p. 30; 2012 (p), Roma, p. 20; 2014 (p), Roma, p. 55, II, III, IV ristampa p. 69; 2017 (p), Gallarate, pp. 116-117

Carpe Diem

Mi viene spontaneo il pensare al fatto che il nostro pianeta sia come un granello di sabbia nell’immensità dell’Universo e di riflettere sul suo destino. Sul quale anche noi incidiamo negativamente con i nostri comportamenti irresponsabili. Si susseguono allora dubbi e speranze. La terra è destinata all’autodistruzione? Spero proprio di no……

È il momento di arrivare a quella consapevolezza necessaria che ci spinga ad agire per il bene dell’umanità perché restando in attesa il mondo soffoca, viene schiacciato sotto il peso della noncuranza e dell’indifferenza. Ogni secondo è importante (“CARPE DIEM”), ogni secondo conta.

Eva Hodinovà

Universo

Di certo, l’enigma più grande e straordinario, ancora più che l’universo, è la nostra mente, di cui ancora sappiamo tanto poco, molto meno di quello che essa ha capito dell’universo.

Margherita Hack

Pietra Filosofale 

Innanzitutto, la forma circolare che rammenta il Sole e i pianeti che vi ruotano attorno e quindi quell’Universo che da noi è maggiormente conosciuto. Poi la parte increspata delle ceramiche fa pensare ad un improvviso sommovimento che sta per rivelarsi repentinamente.

A questa parte concreta l’artista abbina nel lembo sottostante alcuni colori trasparenti come se derivassero da una rivelazione luminosa, traslucente, inaspettata, lontana da ogni possibile schema precostituito.

Non siamo alla alchimia della Lapis Philosophorum, ma l’effetto è seducente e sembra trasportarci per un attimo in un mondo sconosciuto.

Ettore Ceriani

Pietra Filosofale

Inutile sottolineare che il triplo potere è stato cercato da tanti nel corso dei secoli, ma nessuno è riuscito ad acquisire, seppure in minima parte, questa intrigante capacità alchemica.

Ora a provarci è Eva Hodinovà, ma la sua è solo una pretesa artistica: tentare di fornire un’immagine attinente ad una possibile pietra filosofale o che faccia sorgere nelle menti degli osservatori un possibile collegamento con la stessa.

Mi sembra che ci sia riuscita e nelle sue plastiche invenzioni siano diversi gli elementi sitivi.

Ettore Ceriani

Pietra Filosofale

Se andiamo ad esaminare la lunga ed articolata storia dell’Umanità possiamo notare come la stessa tenda spesso a rifuggire dalle dure evidenze della realtà dando credito a leggende che, nate nell’interiorità, finiscono per tramutarsi nel tempo in persistenti illusioni.

Una di queste è sicuramente la Pietra Filosofale che stando alle aspettative, potrebbe fornire -a seconda dei casi – un Elisir di lunga vita, far acquisire l’onniscienza, ovvero la conoscenza assoluta del bene e del male oltre che del passato e del futuro, permettere di tramutare in oro i metalli vili.

Ettore Ceriani

Pietra Filosofale

Carl Gustav Jung, in particolare, vedeva nella pietra filosofale la metafora dello sviluppo psichico di ogni essere umano, la forza che lo spinge verso la propria identità attraverso una sempre maggiore differenziazione.

L’universo è l’unico quadro in cui la parte più interessante e misteriosa si trova al di là della cornice.

Fabrizio Caramagna

Pietra Filosofale

“Una poetica, suggestiva e affascinante ipotesi cosmologica per dare corpo alla misteriosa pietra filosofale”

Alfonso Paolella

Radici delle Future Germinazioni

L’opera “Radici delle Future Germinazioni” allude al ciclo di vita, simboleggia l’energia vitale e creatrice della terra. La nostra sfida è quella di conservare e proteggere l’ambiente e le risorse naturali. La consapevolezza per ricreare un mondo migliore è data dall’insegnamento della natura stessa, la natura che si riappropria del suo ambiente per generare vita.

Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare. (Andy Warhol)

Universo e pietra filosofale

La pietra filosofale di Eva

“Una poetica, suggestiva e affascinante ipotesi cosmologica per dare corpo alla misteriosa pietra filosofale”

Alfonso Paolella

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Se andiamo ad esaminare la lunga ed articolata storia dell’Umanità possiamo notare come la stessa tenda spesso a rifuggire dalle dure evidenze della realtà dando credito a leggende che, nate nell’interiorità, finiscono per tramutarsi nel tempo in persistenti illusioni.

Una di queste è sicuramente la Pietra Filosofale che stando alle aspettative, potrebbe fornire -a seconda dei casi – un Elisir di lunga vita, far acquisire l’onniscienza, ovvero la conoscenza assoluta del bene e del male oltre che del passato e del futuro, permettere di tramutare in oro i metalli vili.

Inutile sottolineare che il triplo potere è stato cercato da tanti nel corso dei secoli, ma nessuno è riuscito ad acquisire, seppure in minima parte, questa intrigante capacità alchemica.

Ora a provarci è Eva Hodinovà, ma la sua è solo una pretesa artistica: tentare di fornire un immagine attinente ad una possibile pietra filosofale o che faccia sorgere nelle menti degli osservatori un possibile collegamento con la stessa.

Mi sembra che ci sia riuscita e nelle sue plastiche invenzioni siano diversi gli elementi sitivi.

Innanzitutto, la forma circolare che rammenta il Sole e i pianeti che vi ruotano attorno e quindi quell’Universo che da noi è maggiormente conosciuto. Poi la parte increspata delle ceramiche fa pensare ad un improvviso sommovimento che sta per rivelarsi repentinamente.

A questa parte concreta l’artista abbina nel lembo sottostante alcuni colori trasparenti come se derivassero da una rivelazione luminosa, traslucente, inaspettata, lontana da ogni possibile schema precostituito.

Non siamo alla alchimia della Lapis Philosophorum, ma l’effetto è seducente e sembra trasportarci per un attimo in un mondo sconosciuto.

Ettore Ceriani

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Di certo, l’enigma più grande e straordinario, ancora più che l’universo, è la nostra mente, di cui ancora sappiamo tanto poco, molto meno di quello che essa ha capito dell’universo.

Margherita Hack

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Carl Gustav Jung, in particolare, vedeva nella pietra filosofale la metafora dello sviluppo psichico di ogni essere umano, la forza che lo spinge verso la propria identità attraverso una sempre maggiore differenziazione.

L’universo è l’unico quadro in cui la parte più interessante e misteriosa si trova al di là della cornice.

Fabrizio Caramagna

Eva Hodinovà

Note biografiche:

Eva Hodinovà, nata a Praga (Rep.Ceca), si è trasferita in Italia nel 1968. Diplomata presso Pragoděv di Praga (1964). Ha frequentato l’Atelier di František Emler a Praga e in Italia l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha partecipato a corsi di incisione, restauro, affresco murale e ceramica Raku.

Molti i concorsi cui ha partecipato ottenendo premi nazionali e internazionali. Al suo attivo ha l’allestimento di oltre 100 mostre personali e 370 mostre collettive a Milano, Novara, Varese, Gallarate, Salsomaggiore Terme, Ragusa, Bergamo, Piacenza, Busto Arsizio, Malpensa, Legnano, Tradate, Sarnano Terme, Arona, Lago D’Orta, San Remo, Stresa, Albissola Marina, Roma, Lecce, Gallipoli, Francia (Arcachon, Parigi), Svizzera (Zofingen, Zurigo, Agno, Vallemaggia), Montecarlo, Rep.Ceca (Praga, Brno, Vinor), Argentina (prov.Corrientes), Rep. Dominicana (Santo Domingo), Inghilterra (Manchester), Polonia (Crosno).

Eva Hodinovà ha eseguito murales ad Orta San Giulio fraz. Legro (Paese dipinto).

Dal 1980 al 2016 ha gestito “Centro Culturale Angerese” e Galleria “Studio d’Arte Liberty “di Angera. È socio di”Atelier Capricorno” di Cocquio Trevisago. Fa parte di “Associazione liberi Artisti della provincia di Varese”e di“Association of Ceramics Artists SVUK”- Praga Czech Rep. È socio del“Museo della Permanente” Milano.

Inserita nella Collezione Sgarbi nella raccolta delle Stampe e dei Disegni. Pubblicazione nel libro d’arte “Gli artisti nella Collezione Sgarbi”.

Note critiche:

Alessandra Benabbi, Elio Bertozzi, Adriana Bolchini, Corrado Bordobi, Giuseppe Bosich, Siro Brondoni, Clara Castaldo, Ettore Ceriani, Everardo Dalla Noce, Antonino De Bono, Lucio Del Gobbo, Giorgio Falossi, Carlo Franza, Norberto Furlani, Carlo A. Gianinazzi, Adriano Guarneri, Angelo Mistrangelo, Mario Monteverdi, Donatella Muffato, Andrea Nannia, Fabrizia Buzio Negri, Barbara Romano, Giorgio Rota,  Plinio Sidoli, Luigi Stadera, Luigi Valerio, Svatava Vynal, Antonella Visconti, Rebecca Rodin, Eva Kratkà, Laura Tirelli, Josef Dvorsky, Marie Martykanova, Zdenek Freisleben, Lara Treppiede, Alessio Magnani, Silvia Ceffa, Lara Scandroglio, Matteo Bollini, Vittorio Sgarbi, Alfonso Paolella …