Opera come se il tuo
comportamento dovesse
diventare legge universale
(I.KANT)
Opera come se il tuo
comportamento dovesse
diventare legge universale
(I.KANT)

Opera come se il tuo
comportamento dovesse
diventare legge universale
(I.KANT)
Opera come se il tuo
comportamento dovesse
diventare legge universale
(I.KANT)

.. intesa come il patrimonio delle cognizioni e delle esperienze acquisite tramite lo studio, ai fini di una specifica preparazione in uno o più campi del sapere.
Meritocrazia intesa come sistema di valutazione e valorizzazione degli individui, basato sul riconoscimento del loro merito, Etica professionale intesa come coscienziosità, scrupolosità nel lavoro, unita alla riservatezza ed al rispetto delle norme deontologiche.


Soltanto nel rispetto dell’interesse pubblico che il Dottore Commercialista potrà soddisfare le necessità del proprio cliente.
“Usa uno specchio di vetro per guardarti il viso e usa le opere d’arte per guardare dentro la tua anima” (George Bernard Shaw)


“La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma una necessità pressante, un ‘essere o non essere’, una questione di vita o di morte” (I. KANT)
Note biografiche:
Marcello Morandini nasce a Mantova nel 1940 e vive a Varese dal 1947. È uno dei principali esponenti dell’Arte Concreta in Europa. Avvia l’attività nel 1964 con una personale curata da Germano Celant; nel 1967 partecipa alla IX Biennale di San Paolo e nel 1968 alla XXXIV Biennale di Venezia con una sala personale. Seguono la retrospettiva alla Kestnergesellschaft di Hannover (1972) e l’invito a Documenta 6 di Kassel (1977).
Negli anni Ottanta collabora con studi di architettura a Singapore e Kuala Lumpur; nel 1984 realizza la facciata della fabbrica di porcellane Thomas a Speichersdorf e tra il 1984 e il 1986 espone in musei internazionali tra Europa e Asia. Nel 1988 progetta una scultura di 40 metri per il museo di Ingolstadt.
Nel 1993 presenta una mostra antologica al Museo Die Neue Sammlung di Monaco, seguita nel 1994 da Lisbona. Insegna a Salisburgo, all’ECAL di Losanna e all’Accademia di Brera. Nel 2004 è eletto membro onorario della Royal Society of Arts di Londra. Il Wilhelm-Hack-Museum di Ludwigshafen gli dedica tre mostre e una scultura permanente.
Dal 2005 realizza importanti progetti museali ed espositivi in Germania e Italia, tra cui Ca’ Pesaro, il Neues Museum di Nürnberg, la Casa del Mantegna, la GNAM di Roma, il Museo MA*GA e la Scuola Grande della Misericordia. Nel 2019 pubblica il Catalogo Ragionato edito da Skira. Nel 2024 riceve il Premio alla Carriera della Fondazione VAF del MART di Rovereto e nel 2025 presenta una mostra personale alla Galleria Mazzoleni di Torino.
Attualmente segue la Fondazione Marcello Morandini e la ristrutturazione della sede di Varese.
La sua ricerca indaga il movimento nello spazio traducendolo in strutture geometriche bidimensionali e tridimensionali, fondate sulla matematica. Dalla grafica alla scultura, dall’architettura al design, il suo lavoro è coerente, riconoscibile e concepito come “vivibile”.
Esemplare 13/50.
Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese
Esposizioni personali:
2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Esposizioni collettive:
2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe
Collocazione:
Varese, Fondazione Marcello Morandini (PdA)
Esemplare 41/50.
Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese
Esposizioni personali:
2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Esposizioni collettive:
2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe
Collocazione:
Varese, Fondazione Marcello Morandini (PdA)
Esemplare 35/50.
Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese
Esposizioni personali:
2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Esposizioni collettive:
2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe
Collocazione:
Varese, Fondazione Marcello Morandini (PdA)
Esemplare 3/60.
Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese
Esposizioni personali:
2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Esposizioni collettive:
2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe
Esemplare 29/99.
Edizione Fondazione Marcello Morandini, Varese
Esposizioni personali:
2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Esposizioni collettive:
2025, Karlsruhe, Fiera Art Karlsruhe
Esemplare 16/25.
Esposizioni personali:
2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Esemplare unico.
Esposizioni personali:
2010 (p), Bergamo, Arte Fiera; 2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Esemplare unico.
Esposizioni personali:
2011, Milano, Miart; 2013, Ladenburg, Galerie Linde Hollinger; 2014, Bayreuth, Kunstmuseum Bayreuth; 2016, Verona, ArtVerona; 2017, Gallarate, Museo MA*GA; 2025, Varese, Fondazione Marcello Morandini
Bibliografia:
2011 (p), Seregno, p. 30; 2012 (p), Roma, p. 20; 2014 (p), Roma, p. 55, II, III, IV ristampa p. 69; 2017 (p), Gallarate, pp. 116-117
Mi viene spontaneo il pensare al fatto che il nostro pianeta sia come un granello di sabbia nell’immensità dell’Universo e di riflettere sul suo destino. Sul quale anche noi incidiamo negativamente con i nostri comportamenti irresponsabili. Si susseguono allora dubbi e speranze. La terra è destinata all’autodistruzione? Spero proprio di no……
È il momento di arrivare a quella consapevolezza necessaria che ci spinga ad agire per il bene dell’umanità perché restando in attesa il mondo soffoca, viene schiacciato sotto il peso della noncuranza e dell’indifferenza. Ogni secondo è importante (“CARPE DIEM”), ogni secondo conta.
Eva Hodinovà
Di certo, l’enigma più grande e straordinario, ancora più che l’universo, è la nostra mente, di cui ancora sappiamo tanto poco, molto meno di quello che essa ha capito dell’universo.
Margherita Hack
Innanzitutto, la forma circolare che rammenta il Sole e i pianeti che vi ruotano attorno e quindi quell’Universo che da noi è maggiormente conosciuto. Poi la parte increspata delle ceramiche fa pensare ad un improvviso sommovimento che sta per rivelarsi repentinamente.
A questa parte concreta l’artista abbina nel lembo sottostante alcuni colori trasparenti come se derivassero da una rivelazione luminosa, traslucente, inaspettata, lontana da ogni possibile schema precostituito.
Non siamo alla alchimia della Lapis Philosophorum, ma l’effetto è seducente e sembra trasportarci per un attimo in un mondo sconosciuto.
Ettore Ceriani
Inutile sottolineare che il triplo potere è stato cercato da tanti nel corso dei secoli, ma nessuno è riuscito ad acquisire, seppure in minima parte, questa intrigante capacità alchemica.
Ora a provarci è Eva Hodinovà, ma la sua è solo una pretesa artistica: tentare di fornire un’immagine attinente ad una possibile pietra filosofale o che faccia sorgere nelle menti degli osservatori un possibile collegamento con la stessa.
Mi sembra che ci sia riuscita e nelle sue plastiche invenzioni siano diversi gli elementi sitivi.
Ettore Ceriani
Se andiamo ad esaminare la lunga ed articolata storia dell’Umanità possiamo notare come la stessa tenda spesso a rifuggire dalle dure evidenze della realtà dando credito a leggende che, nate nell’interiorità, finiscono per tramutarsi nel tempo in persistenti illusioni.
Una di queste è sicuramente la Pietra Filosofale che stando alle aspettative, potrebbe fornire -a seconda dei casi – un Elisir di lunga vita, far acquisire l’onniscienza, ovvero la conoscenza assoluta del bene e del male oltre che del passato e del futuro, permettere di tramutare in oro i metalli vili.
Ettore Ceriani
Carl Gustav Jung, in particolare, vedeva nella pietra filosofale la metafora dello sviluppo psichico di ogni essere umano, la forza che lo spinge verso la propria identità attraverso una sempre maggiore differenziazione.
L’universo è l’unico quadro in cui la parte più interessante e misteriosa si trova al di là della cornice.
Fabrizio Caramagna
“Una poetica, suggestiva e affascinante ipotesi cosmologica per dare corpo alla misteriosa pietra filosofale”
Alfonso Paolella
L’opera “Radici delle Future Germinazioni” allude al ciclo di vita, simboleggia l’energia vitale e creatrice della terra. La nostra sfida è quella di conservare e proteggere l’ambiente e le risorse naturali. La consapevolezza per ricreare un mondo migliore è data dall’insegnamento della natura stessa, la natura che si riappropria del suo ambiente per generare vita.
Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare. (Andy Warhol)
La pietra filosofale di Eva
“Una poetica, suggestiva e affascinante ipotesi cosmologica per dare corpo alla misteriosa pietra filosofale”
Alfonso Paolella
__________
Se andiamo ad esaminare la lunga ed articolata storia dell’Umanità possiamo notare come la stessa tenda spesso a rifuggire dalle dure evidenze della realtà dando credito a leggende che, nate nell’interiorità, finiscono per tramutarsi nel tempo in persistenti illusioni.
Una di queste è sicuramente la Pietra Filosofale che stando alle aspettative, potrebbe fornire -a seconda dei casi – un Elisir di lunga vita, far acquisire l’onniscienza, ovvero la conoscenza assoluta del bene e del male oltre che del passato e del futuro, permettere di tramutare in oro i metalli vili.
Inutile sottolineare che il triplo potere è stato cercato da tanti nel corso dei secoli, ma nessuno è riuscito ad acquisire, seppure in minima parte, questa intrigante capacità alchemica.
Ora a provarci è Eva Hodinovà, ma la sua è solo una pretesa artistica: tentare di fornire un immagine attinente ad una possibile pietra filosofale o che faccia sorgere nelle menti degli osservatori un possibile collegamento con la stessa.
Mi sembra che ci sia riuscita e nelle sue plastiche invenzioni siano diversi gli elementi sitivi.
Innanzitutto, la forma circolare che rammenta il Sole e i pianeti che vi ruotano attorno e quindi quell’Universo che da noi è maggiormente conosciuto. Poi la parte increspata delle ceramiche fa pensare ad un improvviso sommovimento che sta per rivelarsi repentinamente.
A questa parte concreta l’artista abbina nel lembo sottostante alcuni colori trasparenti come se derivassero da una rivelazione luminosa, traslucente, inaspettata, lontana da ogni possibile schema precostituito.
Non siamo alla alchimia della Lapis Philosophorum, ma l’effetto è seducente e sembra trasportarci per un attimo in un mondo sconosciuto.
Ettore Ceriani
__________
Di certo, l’enigma più grande e straordinario, ancora più che l’universo, è la nostra mente, di cui ancora sappiamo tanto poco, molto meno di quello che essa ha capito dell’universo.
Margherita Hack
__________
Carl Gustav Jung, in particolare, vedeva nella pietra filosofale la metafora dello sviluppo psichico di ogni essere umano, la forza che lo spinge verso la propria identità attraverso una sempre maggiore differenziazione.
L’universo è l’unico quadro in cui la parte più interessante e misteriosa si trova al di là della cornice.
Fabrizio Caramagna
Note biografiche:
Eva Hodinovà, nata a Praga (Rep.Ceca), si è trasferita in Italia nel 1968. Diplomata presso Pragoděv di Praga (1964). Ha frequentato l’Atelier di František Emler a Praga e in Italia l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha partecipato a corsi di incisione, restauro, affresco murale e ceramica Raku.
Molti i concorsi cui ha partecipato ottenendo premi nazionali e internazionali. Al suo attivo ha l’allestimento di oltre 100 mostre personali e 370 mostre collettive a Milano, Novara, Varese, Gallarate, Salsomaggiore Terme, Ragusa, Bergamo, Piacenza, Busto Arsizio, Malpensa, Legnano, Tradate, Sarnano Terme, Arona, Lago D’Orta, San Remo, Stresa, Albissola Marina, Roma, Lecce, Gallipoli, Francia (Arcachon, Parigi), Svizzera (Zofingen, Zurigo, Agno, Vallemaggia), Montecarlo, Rep.Ceca (Praga, Brno, Vinor), Argentina (prov.Corrientes), Rep. Dominicana (Santo Domingo), Inghilterra (Manchester), Polonia (Crosno).
Eva Hodinovà ha eseguito murales ad Orta San Giulio fraz. Legro (Paese dipinto).
Dal 1980 al 2016 ha gestito “Centro Culturale Angerese” e Galleria “Studio d’Arte Liberty “di Angera. È socio di”Atelier Capricorno” di Cocquio Trevisago. Fa parte di “Associazione liberi Artisti della provincia di Varese”e di“Association of Ceramics Artists SVUK”- Praga Czech Rep. È socio del“Museo della Permanente” Milano.
Inserita nella Collezione Sgarbi nella raccolta delle Stampe e dei Disegni. Pubblicazione nel libro d’arte “Gli artisti nella Collezione Sgarbi”.
Note critiche:
Alessandra Benabbi, Elio Bertozzi, Adriana Bolchini, Corrado Bordobi, Giuseppe Bosich, Siro Brondoni, Clara Castaldo, Ettore Ceriani, Everardo Dalla Noce, Antonino De Bono, Lucio Del Gobbo, Giorgio Falossi, Carlo Franza, Norberto Furlani, Carlo A. Gianinazzi, Adriano Guarneri, Angelo Mistrangelo, Mario Monteverdi, Donatella Muffato, Andrea Nannia, Fabrizia Buzio Negri, Barbara Romano, Giorgio Rota, Plinio Sidoli, Luigi Stadera, Luigi Valerio, Svatava Vynal, Antonella Visconti, Rebecca Rodin, Eva Kratkà, Laura Tirelli, Josef Dvorsky, Marie Martykanova, Zdenek Freisleben, Lara Treppiede, Alessio Magnani, Silvia Ceffa, Lara Scandroglio, Matteo Bollini, Vittorio Sgarbi, Alfonso Paolella …